Abbiamo fatto una uscita di squadra e abbiamo conquistato il settimo posto, davanti a compagini più numerose. Un prosciutto ce lo siamo guadagnati.   Ben 21 atleti, finalmente!   Devo suppore che sia un mio limite, ma, davvero, non riesco a capire il senso di essere iscritti ad una ASD podistica se non per gareggiare.   Forse per le cene di società? 

monteforteMah, non credo.  Il prosciutto è la vera ragione.  Dal mio punto di vista è solo il premio, o quantomeno il percorso per raggiungerlo il collante di un’associazione “agonistica”.

Si definisce un obiettivo, si lavora per quello e ognuno contribuisce in base alle proprie capacità. Così si nutre lo spirito di squadra.   

Ma vediamo il bicchiere mezzo pieno. Ieri è andata, dunque, bene. Due volte premiati.  Si, anche, un ulteriore riconoscimento al Vice Presidente. Secondo di categoria.   Pasquale Monteforte non è nuovo a queste performance, ma ieri, per lui almeno, sono sicuro che valesse di più. A San Nicola ha un seguito. Un pubblico. Amici da rendere fieri e avversari da mortificare.   

Sfida vinta dal nuovo presidente della atletica San Nicola Pietro Maienza.   So bene quanto si è impegnato Pietro. Ha cambiato tanto, soprattutto ha cambiato la zona di arrivo partenza pur sapendo che si sarebbe complicato di molto la vita. Ha preferito la piazza, il luogo più simbolico del paese, con ovvie limitazione di spazio, ma con una identità precisa, alla zona Via Grotta, assolutamente più ampia e facile da gestire, ma del tutto anonima. Ed è stato come fare una prima edizione.  Che meglio non poteva andare.

La gara ieri è stata dura nonostante il percorso pianeggiante. Era caldo. Era davvero caldo.  Non poteva essere di quelle gare dove si disintegrano i PB nonostante il percorso piatto, piattissimo  (Penso di aver fatto il personal worst sulla 10k , ma sono sicuro di essere in buona compagnia).

Debutto assoluto per Ettore Scognamiglio.  Davvero buono il tempo per essere la prima esperienza.  Ritorno al passato per Francesco Stellato a cui si potrebbe assegnare il compito di aggiungere un po’ di brio nelle zone alte della monotonissima classifica di società.  Magari aspettando che la natura faccia il suo corso e che ci restituisca un presidente sano e veloce e vengano dimessi dai nosocomi tutti gli altri infortunati agonisti della squadra.

Così potremmo magari iniziare a ragionare un po’ più in grande.  E sognare.  Tanti, tantissimi, prosciutti.

adios