Ieri è stato divertente. Doveva piovere l’impossibile. Così dicevano le previsioni meteo. Invece qualche goccia, ma niente a che vedere con l’apocalisse annunciata. Forse non è nemmeno piovuto durante la gara. Forse qualche goccia. Giocavamo in casa. Organizzata da amici di compagni di squadra non si poteva mancare. Semmai facessimo una gara di squadra, semmai, la casollese dovrebbe essere gara di squadra. E ieri, finalmente, si è vista anche la squadra che per un soffio non è stata premiata. Un soffio che un po’ disturba. A me almeno. Le occasioni devono essere colte! Ma la podistica Caserta è così, ormai me ne sono fatto una ragione (no no… non succederà mai… era solo per dire) .

1e83fe03 f18c 4da6 acb0 51e7b066a2f7Gara un po’ alternativa, quasi radical chic per la location (eravamo in città), la premiazione, il percorso e, ovviamente, lo speaker Agostino Rossi. Scendere da casa e non fare nessuna trasferta seppure di qualche decina di km è la cosa più alternativa del mondo. Sveglia che suona con fuori che è giorno è una cosa che non ha prezzo, soprattutto per perchi non ama correre di notte (e non sono il solo). Gareggiare su quelle vie che noi runner casertani chiamiamo “i paesielli” è una chance da non perdere. Sarebbe inconcepibile. Si passa per la casa del maestro Auricchio e quella di Antimo (sede degli ultima di happening societari.. e solo questo dovrebbe bastare).

C’era il sindaco di Caserta a dare il benvenuto a testimoniare che chi ha organizzato ha coinvolto le persone giuste. Qualcosa in più di dieci km su un saliscendi continuo che per certi tratti toccava anche il 10 per cento di pendenza. Roba da far saltare il cuore a chi provava a correre sul serio. Una batteria di salite impegnative che in allenamento si fanno ma con tante pause segnate dalle numerose fontane lungo le strade “dei paeselli”.

Debutto assoluto per e Delia Catuogno, Massimo Cammarota e Giuseppe dell’Aquila con risultati già degni di attenzione considerando la difficoltà altimetriche. La prossima 10 non potrà che andare meglio, anche perché probabilmente mancheranno circa 150 metri (la maggior parte dei gps registrati Strava segna ben oltre i 10 km e 100 metri)

Dei 24 falchetti in gara tante buone prestazioni, ma prima su tutte la vittoria della categoria master 60 femminile per Antonella Cubiano subito seguita - col secondo posto - da Michelina Fiore. Seconda di categoria anche Wiesia nel SF35 e Ciro primo (MM55). Per poco fuori dal palco il capitano che arriva quarto nei master 65 (inconcepibile 4 ultra-sessantacinquenni più performanti di tonino). Fuori da ogni premiazione e censura particolare per il maestro Auricchio che non può e non deve accontentarsi di questa sua attuale condizione e anche per il vicepresidente che ha pure perso l’infinita sfida con Giuseppe Baldini D’Agostino.

Rimane il rammarico per “il soffio” … che è mancato alla squadra. Ma era un rimpianto annunciato.

Ci vediamo a Napoli. Almeno spero

(ciro primo)

 

Siamo a fine 2018, potremmo provare a fare un bilancio. Ci proviamo?  Dovremmo iniziare individuando le voci, entrate e uscite.  I dati? Quali sono?  Atleti, gare, gradimento dell’associazione, prestazioni agonistiche, ecc.  Altro? Sicuramente si, ma a me non viene in mente altro adesso.     Facciamo che non disabilito i commenti, così chi vuole …. può tranquillamente dire che non ho capito un… “bip”

silvioDalla classifica interna 2018, all’ 8 dicembre, si leggono 46 atleti e 73 gare che confrontata con quella del 2017 non mostra particolare differenze.  Non sono stati fatti significativi passi avanti, ma nemmeno indietro.  O forse non è così? Nella classifica 2017 non sono inclusi gli iscritti non attivi, quelli che non sono riusciti a fare nemmeno una gara per impegni e/o infortuni.  Forse quindi un piccolo segno meno per il 2018 è più corretto metterlo.  Il capitano mi correggerà se sbaglio ma siamo diminuiti un pochino. Forse non ci interessa nemmeno crescere e magari è un dato che non ci fa né caldo né freddo … oppure, un valore obiettivo dovremmo comunque definirlo se non altro per limitare  la spesa di associazione alla FIDAL?    Non credo che nemmeno possa valere il principio più ne siamo tanto meglio è.

Alla voce gare la faccenda diventa più articolata. E’ necessario fare una netta distinzione tra le gare organizzate dalla podistica Caserta e quelle a cui la podistica Caserta ha partecipato.  “La sei ore della reggia e “il trail città di Caserta” sono state un successo in tutti i sensi. Un segno “più” grande come una casa.  Non una, ma addirittura due gare organizzate non è da tutte le associazioni podistiche. Ed entrambe non banali.  Un lavoro fatto soprattutto di qualità manageriali, di determinazione, di responsabilità e di esperienza. Nessun esercito di soldati ma una logistica efficiente e un “nocciolo duro ” di membri della associazioni e amici “adiacenti”  con le idee chiare e con la giusta fantasia.   Due gare in due scenari superbi in cui il rischio però di fallire non era trascurabile.   Due gare con una infinità di cose da fare, di permessi da ottenere, di professionalità da reclutare, di rischi da affrontare. Veramente bravi!

Le gare a cui si è partecipato, invece, attivamente come atleti, già sopra abbiamo detto, sono 73,  ovvero più di una a settimana. Ovunque in Italia -ma credo pure con qualche puntatina all’estero-.  I tossici della domenica sono sempre gli stessi e stanno ai primi posti della classifica interna. Provando a fare delle velocissime stime mi ritrovo con una partecipazione media a gare di poco più di 7 persone. Sicuramente il numero è basso, ma mi aspettavo sinceramente molto peggio.  E’ il 15%. Forse sì, forse è poco.  Si, qua dobbiamo fare meglio! Come farlo non è facile a dirsi. Molti atleti, c’è da dire, sono infortunati, e su questo c’è poco da fare.  Ma tanti gli altri, senza cadere nella dipendenza come quelli di cui detto prima -compreso chi scrive-, perché preferiscono, 9 volte su 10, andare nel parco della reggia  invece che gareggiare a meno di 7-8 km da casa?    Perché gareggiare non è così divertente ? Siamo male organizzati (iscrizioni, ritiro pettorali, trasferimenti, mancanza di ricompense, ecc.)? Non ci sono gli stimoli giusti?  Ho serie difficoltà a razionalizzarla questa cosa.

Ho poche idee su come misurare invece il gradimento della associazione.  E’ sicuramente un parametro importante. Definisce la forza e il piacere con cui si è parte di una squadra. L’orgoglio di appartenenza.  L’approvazione o meno delle scelte e delle politiche del direttivo.  L’approvazione delle iniziative sociali e agonistiche. Qui’ è una questione di sensibilità personale.  Il dato certo che rilevo è vi è una continuità col passato del direttivo, la precisa intenzione di non essere né impositivi ne invadenti cercando ogni volta possibile di incentivare e promuovere una gestione “democratica” con iniziative bottom-up.  Ma questo significa pure che la podistica caserta non è un disegno fisso di ciro e del direttivo ma è un organismo che godrà di buona o cattiva salute anche in funzione delle iniziative dei singoli atleti.  Certo è che il presidente è stimato,e anche qualcosa in più,  per tutto quello che fa che fa con attestazioni che –ormai lo posso dire-  raramente ho visto in altre squadre, con presidenti e direttivi molto più impegnati e coinvolti.  

Infine l’ultima riflessione sulle performance atletiche. In una squadra amatoriale la prestazione non può contare in assoluto. Non può essere “l’obiettivo” della associazione.   Sarebbe risibile e forse anche un po’ patetico.  Ma non può essere nemmeno praticamente quasi ignorato.  Il raggiungimento di risultati di squadra e anche del singolo, dovrebbero essere perseguiti e anche soprattutto celebrati “adeguatamente” una volta raggiunti.   Qui’ secondo me non ci siamo.   Ma non ho nemmeno una ricetta, una proposta per superare questo limite, questo stato di cose che, personalmente, vivo come limite.    Se propongo un montepremi per la classifica interna rischio il linciaggio…  e forse posso pure capirlo.    Però una domanda   è forse corretto/utile farcela:  in una qualunque squadra -quelle che ognuno di noi conosce intendo-   un atleta ultra cinquantenne che in un mese fa  due maratone sotto le tre ore come sarebbe stato celebrato?  La podistica Caserta è così diversa ?

(ciro primo)


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E' necessario per partecipare alle gare!


 


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La data della cena di fine anno è fissata  per 14/12 alle 20:30.

Si terrà a casa di Antimo (l'indirizzo è su wazzup).

In tale occasione si terrà  l'assemblea e la consegna delle targhe ai vincitori della classifica interna.

- dai conferma qui

- chi già ha aderito


 

viraf

 

 

Venerdì 28 faremo una cena sociale alla pizzeria viraf. Sarà un'occasione per incontrarci tutti insieme e per fare un punto della situazione della squadra. Vi aspettiamo a tutti e vi chiediamo di darci una gentile conferma. 

Conferma qui la tua adesione.

 

Qui trovi chi ha già aderito

capitano

 

La 10 km di Marcianise è una classica che si ripete negli anni sempre ad altissimo livello organizzativo. Per molti atleti è  la gara di rientro dalle “vacanze agonistiche” e rappresenta un eccellente test per saggiare lo stato di forma. Si svolge su un percorso misurato e omologato dai giudici Fidal; 10 km veloci ma solo per chi non soffre il caldo, perché a Marcianise si soffre il caldo.

E’ piana, veloce, ma non velocissima (per la pavimentazione in basolato sconnesso per larghi tratti) , e il sole picchia sul serio, specialmente nell’ultima parte. Non tantissimi atleti alla partenza per la concomitanza di altre gare, forse 700.

Noi sentimentali della podistica eravamo sulla linea di partenza con una ragionevole rappresentanza (per noi!)  di 7 atleti. Facce note, ma non solo.Nuovo debutto per Ettore Scogliamiglio, il più giovane dei 7 che “è solo all’inizio” è dire poco. Ettore migliorerai soltanto!

Ottimo terzo di categoria SM65 Paquale Raucci che probabilmente ha tutti in numeri per scalare ancora un gradino. Forse due.

Grande rientro -quello del bosco a luglio non conta- del capitano che almeno per i fotografi non ne sbaglia una: sicuramente è l’atleta più fashion della podistica.

Francesca Finale con Marcianise ha portato a termine solo la ventesima gara del 2018. A volte la percezione è lontanissima dalla realtà. In molti eravamo convinti che Francesca avesse fatto molte, ma molte, più gare. Chi scrive avrebbe detto: almeno 30!

Vado a memoria ma non mi sembra che qualcuno abbia trasgredito alle indicazione del terribile direttivo sulla divisa sociale. Nel caso non fosse stato così temo sarà un segreto che noi sette (o sei, o cinque, o..) ci porteremo nella tomba.

Domenica prossima c’è Maddaloni che se la gioca con Marcianise come impegno per la “trasferta”. Magari un pensierino..

adios