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silvio milano

Una bella avventura ha sempre un buon inizio.

Inizia mesi prima.  La programmazione del viaggio e la preparazione atletica. Mesi trascorsi con un unico obiettivo: terminare la maratona bene e migliorare il proprio personale sulla distanza

Sabato. Aereo di buon mattino e sono a Milano. 

Passando da una linea all’ altra della metropolitana arrivo al villaggio Maratona.    Dopo il ritiro pettorali e la partecipazione alla presentazione dei pacer, il giro nell’expo,con tanti stand che promuovono le future maratone  si mette inevitabilmente in moto l’idea di pianificare la prossima.

Direzione, quindi, piazza Duomo dove ritrovo compagni di allenamento, amici e compagni di squadra.

Un attimo dopo è già domenica mattina.

La giornata appare cupa, uggiosa.

Ricca colazione e via. Direzione giardini Montanelli intorno ai quali sono posizionati gli spogliatoi , il deposito bagaglio  e l’ingresso alle  griglie di partenza.

Servizio di sicurezza attento, paragonabile a quelli all’imbraco aero, con metal detector  e controlli scrupolosi.

Entro in griglia.  E’ un momento emozionante. Sono nel settore di élite e cioè nella prima griglia. Bellissima sensazione quella di guardare dietro e vedere tantissimi atleti.  Non pochi di quelli certamente mi stanno invidiando “chissà quanto è veloce?  “.  Niente di male (credo), lo pensavo e  l’ho pensato anche io  in passato.

Le 9:00 e c’è lo sparo. Inizia la diciannovesima maratona di Milano.

Il percorso di districa interamente nel centro della città toccando vari rioni. Servizio d’ordine impeccabile. Ricchi ristori ogni 5 km con acqua o sali e, da mangiare, frutta e crostate di marmellata.

Parto con un gruppone di atleti tutti intenzionati ad arrivare al traguardo sotto il fatidico muro delle 3 ore, capitanati da quattro pacer tra cui anche un nostro fortissimo atleta locale.

Il fondo del percorso alterna tratti asfaltati a tratti di pavimentazione in pietra resa scivolosa dalla pioggia. Lungo il percorso qualcuno, leggendo il nome sul pettorale, mi incita e mi dà un po’ di  carica che serve soprattutto in maratona  Arriva il  41^ km e  il tempo sembra fermarsi. Raccolgo  le ultime forze per recuperare qualche secondo.  Dopo la curva, ai lati della strada è una festa, trovo  un lungo tappeto che mi porta a concludere la mia ottava maratona.

E’ bello tagliare il traguardo. Dimentichi tutti i momenti tragici di quel viaggio -perché la maratona è un viaggio-  e ti resta solo la felicità che, anche mentre sto scrivendo, mi fa accapponare la pelle.

2:59:07, è andata bene ma non benissimo.  Avrei voluto fare meglio, non ce l’ho fatta e allora dovrò provarci alla prossima.  

(silvio)

Commenti   

+1 # Luciano 2019-04-10 11:30
Scarzone..... scherzo.....forse...ahahahah
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+1 # Super User 2019-04-10 16:42
Grandissimo Slvio.Oltre ad essere forte come podista vedo che anche con la penna non scherzi.Sono sicuro che la prossima tua maratona andrai sotto i 2:59.Non dare retta a Luciano è solo invidioso..ahahah

pasquale monteforte
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+1 # Silvio 2019-04-10 19:26
Grazie Pasquale. Questa volta ho trascurato alcuni dettagli che non mi hanno permesso di portare a termine la gara come programmato. Per quanto riguarda la buona penna.......diciamo che grazie a Ciro Primo il mio pensiero ha trovato un buon interprete che ha saputo magistralmente sintetizzare le mie emozioni. Poi per quanto riguarda il commento di Luciano posso solo dire che lo " scarzone" è lui.......è arrivato dopo di me.....la classifica parla chiaro..
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0 # ammiratrice anonima 2019-04-11 12:35
mi hai davvero incuriosita, devi dirmi allora quali sarebbero questi dettagli
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